Tiberio, l’imperatore schivo

Tiberio, l’imperatore schivo

Succeduto in età avanzata (56 anni) ad Augusto, primo imperatore di Roma, Tiberio governò l’impero romano dal 14 a.C al 37 d.C..

Discendente della gens Claudia, Tiberio Claudio Nerone cambiò il suo nome in Tiberio Giulio Cesare nel 4 d.C., anno in cui egli fu adottato da Augusto.

La sua investitura fu, in realtà, un obbligato ripiego. Lo stesso Augusto ebbe a sottolineare nel suo testamento, di aver scelto Tiberio solo perché il destino lo aveva crudelmente privato di tutti gli altri possibili eredi.

Tiberio, tuttavia, fu sempre fedele al suo ingombrante patrigno e suocero, distinguendosi sia come uno dei suoi più valenti generali, sia adeguandosi alle scelte che Augusto volle imporgli in vita, sia, ancora, proseguendo la politica del suo predecessore.

Tiberio non godette di buona fama presso gli scrittori dell’epoca, che hanno voluto descriverlo come un sovrano sospettoso, a tratti tirannico ed incline alla dissolutezza.

In realtà l’imperatore Tiberio fu una persona schiva e riservata, poco propensa al ruolo che gli era toccato in tarda età, per nulla amante di onori e ossequi. Egli apprezzava, invece, le arti figurative e disprezzava i giochi gladiatori. Per tutta la vita Tiberio rimase all’ombra di Augusto e ne subì le scelte anche quando queste investirono dolorosamente la sua sfera privata come, ad esempio, quando fu costretto a divorziare dall’amata Vipsania per sposare la dissoluta Giulia, figlia dell’ingombrante patrigno.

La sua vita, inoltre, fu segnata anche da un altro grande dolore, la morte del figlio Druso che lo privò, all’età di sessantaquattro anni, del figlio e dell’erede.

Nel 27 d.C., a 67 anni, Tiberio decise di allontanarsi da Roma e stabilirsi a Capri, dove si ritirò nel punto più alto e più inaccessibile: Villa Iovis. Secondo la tradizione, ben 12 sarebbero state le ville edificate da Tiberio a Capri. La famosa Grotta Azzurra null’altro sarebbe se non una delle sue piscine private.

Per quanto a distanza, l’imperatore continuò a prendersi cura delle vicende dell’impero e, tuttavia, il suo volontario esilio coincide con quella che, per i cronisti del tempo, fu il momento più buio del suo regno, gli anni dei processi di lesa maestà e della congiura di Seiano.

Tiberio rimase a Capri fino alla fine dei suoi giorni, coltivando il suo genuino amore per la cultura e la scienza e assecondando quell’intimo desiderio di solitudine e riservatezza che lo aveva allontanato dalla chiassosa, affollata e corrotta Capitale.

Competenze

Postato il

16 aprile 2015